I danzatori sono andati tutti sotto la collina.

Ho scelto io di vivere nel gelo. Sapeva quello che diceva Tenco quando se gli chiedevano come mai scriveva solo canzoni tristi rispondeva che quando era felice usciva. Le cose felici non si possono scrivere perché se ti senti bene non hai voglia di metterti a trasformare quei pochi momenti di buono in un ammasso di parole da rendere a uno, qualsiasi. Allora ho scelto il gelo, come diceva Eduardo perché se vuoi fare qualcosa di bello non puoi stare bene. La bellezza è sofferenza pura. Il presente è sprecato. Siamo pieni di stimoli eppure pare tutto immobile. Ma dove succedono davvero le cose? Fermi. Una stasi che uccide, l’estasi poi, è il male assoluto. Siamo continuamente distratti. Distratti dalla distrazione stessa. Le ore passano ferme immobili mentre tutto intorno è interconnesso sulla nostra finta vita e noi la guardiamo. Ci guardiamo allo specchio degli schermi per avere la compiacenza di quelli che non saremo mai. Alcuni giornali ci hanno definito pure la generazione “Bataclan” perché la bravura di dire le cose oggi, sta nell’associare casualmente i termini della massa e inventare teorie campate in aria perché non sappiamo un cazzo di niente. Stiamo percorrendo una selva oscura e Dante non ci fa nessun effetto. Siamo assediati dai mostri e luci abbaglianti ci accecano la vista. Stiamo rischiando l’incantesimo della morte e non ce ne siamo accorgendo. Non voglio sentir parlare della saggezza dei vecchi ma della loro pazzia. Venite a raccontarmi la follia che spinge tutti oltre le loro capacità. Diciamo sempre le stesse cose in una litania noiosa e vacua camminiamo sul fianco, come i granchi, perché indietro non si può tornare e avanti fa paura andare. Per arrivare là, ovunque vogliate essere chi vi piacerebbe essere, per arrivare in quel luogo e scappare da questo dove non siete dovrete passare per una via dove non esiste l’autorità. C’è, con estrema accuratezza osservativa, solamente una virtù limitata nella conoscenza per esperienza. Sapere qualcosa impone l’esclusione di un sapere contrario o parallelo o nuovo. L’inganno coesiste insieme a noi, ciò che siamo dipende da ciò che non siamo. Siamo braccati, la nostra legge dice di non oltrepassare il cerchio entro il quale siamo stati relegati ma la sete di libertà è più grande. Non smetteranno di braccarci ma noi abbiamo il potere di fuggire, lo abbiamo perché loro non se lo aspettano.

(liberamente ispirato a EAST COKER di T.S. Eliot).

(R.M.)

Vladimir Vysotsky – OHOTA NA VOLKOV – La caccia ai lupi

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