DOPO L’APOCALISSE (appunti)

  1. Settembre senza impressioni

Credo di aver visto troppa gente. Tutte le facce iniziano a sembrarmi uguali, ogni faccia assomiglia a un’altra e mi ricorda qualche cosa di spiacevole. Mi sento chiamare, mi sento spiato agli angoli delle strade. Il dottore dice che non sono pazzo ma che confondo i problemi reali con le paure. Che certe cose siano solo nella mia testa e che quindi siano curabili è una speranza che per un certo periodo ho coltivato ed ho fatto male.

La vita è un susseguirsi di eventi traumatici e cerimonie.

Depressione pomeridiana, attacco di panico, calma, tranquillità rassegnazione. Attacco il mio nuovo jack da 20 euro (in sostituzione a quello che mi hanno rubato ad agosto) alla testata tiny terror e si riparte con le distorsioni mentali.

Vivere in Irpinia è come quando la maestra delle elementari ti metteva in punizione dietro la lavagna. E io dietro la lavagna mi ci sono costruito un’abitazione fatta di valvole e corde.

Sento già canzoni di Natale che mi ronzano in testa e lucine e alberelli di natale tristi e appassiti dietro le vetrine. C’è una rissa nel bar di fronte a una slot machine. Questioni di confidenze. Urla e bicchieri rotti, intanto entra il becchino e strofinandosi le mani dice al barista: “dammi una Peroni”. È tutto così normale che è quasi preoccupante.

Da ubriachi si sta bene ma è un lusso e come tutti i lussi costa caro. Ti fanno pagare il conto due, tre, mille volte. E alla fine, forse ci guadagna solo il becchino.

Giro in macchina come un pazzo nonostante i posti di blocco di Lioni (evito proprio di passarci). Evito anche di far salire a bordo ragazze che portano con sé droga o che poi vanno a cercarla. Ragazze per cui va bene scopare solo se sono drogate e poi ti mettono nei guai dentro mille situazioni al limite del credibile. Prima di internet si scopava di più. Io me lo ricordo. Ma non tutti se lo ricordano. E prima della tv? La leggenda di quei campi di grano.

Nessun luogo è sicuro. In ogni posto per qualsiasi motivo potrebbero accoltellarti all’improvviso e senza motivo. Il sesso è diventato un’ossessione così morbosa che le coppie hanno paura di baciarsi per strada. Dopo aver raggiunto l’estrema insoddisfazione del desiderio, per aver fatto tutto, subiscono per contrappasso la riservatezza e la vergogna. Nessuna epoca è propizia. Io avrei voluto vivere prima di Adamo ed Eva e non dopo l’Apocalisse.

Mi spiego meglio. L’Apocalisse è roba vecchia. C’è stata e dopo l’Apocalisse, molto dopo, siamo arrivati noi e quest’epoca con la sua musica di merda, i suoi libri di merda, la sua cultura di merda, le sue famiglie di merda, le sue sporche putride città di merda, la sua droga di merda, le sue mille facce ripugnanti di merda, i suoi falsi politici di merda, i suoi mezzi tecnologico/regressivi di merda, il suo eccesso di informazioni di merda, la sua falsa e ipocrita stupida comunicazione di merda.

L’Apocalisse è roba vecchia. Siamo andati ben oltre. È stato più uno spartiacque. Il problema è che qui purtroppo non si muore mai davvero, per poi magari rinascere possibilmente da un’altra parte del cosmo.

È la morte delle impressioni e di qualsiasi cosa vera, di qualsiasi ragionamento serio o coraggioso (che non si spacci solo per tale). La disperazione di questi tempi, e la marcescenza, sono l’unico approdo comune sicuro e stabile.

La soluzione è non voler essere nessuno. Il resto sono pezzi di merda venduti.

La vostra estate di merda del dolce vivere è finita. Ora spazio ai lampi e all’inferno. Spazio a me.

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