Che tempo fa

  

Le zanzare girano impazzite attorno al neon, sotto al capannone di plastica estivo del bar affacciato su una strada quasi deserta. Tre uomini di mezza età sul tavolo di plastica dei gelati, le loro voci devastate dal tabacco fumato senza filtro. Io su un altro tavolo da solo. Vorrei essere lasciato in pace, le persone non sono meno fastidiose e irritanti delle zanzare. Le zanzare portano la malaria, le persone portano tutto il resto delle disgrazie.

“Ste fatianno?”

“No, sto bevendo”

“Buonasera marescià”

(fa il carabiniere ma lo chiamano maresciallo un po’ per servilismo e intimamente per ridicolizzarlo)

“Buonasera”.

“Il giovanotto qui (con un leggero ghigno sulla faccia) che cosa fa nella vita?”

“Beve marescià”.

“Ah, bene…”. E ridono.

Da dietro sento un’altra risata, è una donna sgradevole e grassa, vestita in modo osceno. Sta con qualcun altro, dai discorsi credo che abbiamo tutti quarant’ anni, Parlano del tempo. Cioè del nulla. 

Il “maresciallo” si guarda l’orologio, poi guarda le zanzare e dice: “Beh sono le dieci e mezza, è tardi, io vado”

“Buonasera marescià”

“Buonanotte marescià”

“Buonasera marescià”.

Se ne vanno anche i quarantenni con la cicciona.

Si sente il sottofondo di una canzone anni ’80 molto brutta alla radio.

“Che allegria”.

“Che facce allegre”.

Mi parte una risata nevrotica e finisco la birra in un sorso.

Qualcuno ferma la macchina per comprarsi le sigarette al distributore automatico.

Non si scopa da più o meno tremila anni. 

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