A nord! A nord!

Non guardiamo a oriente, non guardiamo a occidente. Non guardiamo al sud. Guardiamo a nord. Dovremmo attingere a piene mani dalla cultura nordica. Siamo nella periferia di un ghetto abitato da cinghiali.

Quando esci devi essere sempre pronto a fare a mazzate con qualcuno. Emigrare o rimanere davanti al bar? Ne parliamo davanti a una birra, al bar. Come sempre. Li ho visti andarsene tutti uno alla volta, quelli che predicavano il progresso sudista. Cosa hanno costruito su questo crinale dell’appennino meridionale nell’arco di secoli? Chiese, case vuote. Piazza deserte. Un tentativo di industrializzazione post terremoto fallito tra bestie malate, nell’acqua infetta ristagnante. E ancora case vuote frutto delle rimesse degli emigrati. Incastrate nei monti. Cattolica repressione cerebrale e sessuale, repressione di una vita depressa. Invocazioni a fattucchiere, a statuette di santi, a monarchi, a megere, a veggenti di madonne finte. Promesse di paradisi musulmani.

A nord! A nord! L’ultima invocazione. Liberiamoci dalle catene sudiste.

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