I racconti della saga di Medjugorje (parte 3 – Vesuvio)

Parte 3 – Vesuvio

A piedi in mezzo a un incrocio dove non passa nessuno. Se anche passasse il diavolo per chiedermi di fare un patto lo farei. Per sopportare la sua assenza devo essere ubriaco, per annullare l’esistenza devo essere inebriato. Dalle fiamme. Dalla quiescenza del vulcano.

E tu ti sposi tra al massimo un anno e io nel mio inutile affanno bevo fino a crepare. Salire fin lassù non per il panorama. Salire sopra un vulcano, non sopra una montagna. E vaffanculo anche al cielo. Non abbiamo nemmeno avuto la possibilità di peccare come si deve.

Questo è un tipo di merda che non potrà mai diventare concime ne tanto meno trasformarsi in diamanti. Colpevole di tutto nemmeno io devo salvarmi dalle fiamme. Colpevole di aver perso un rapporto speciale e irripetibile, l’unico rapporto pulito mai avuto. Non si guarisce mai da ferite auto inferte.Non mi curo dei nemici che ho meritato. Mi fa rabbia solo l’essermi meritato certi amici.

E tuttavia mi chiedete: “Che cazzo ci sali a fare su un vulcano”? “È l’unica speranza rimasta. Che la terra si riprenda ciò che è suo”.

Sembrava una grande figa pronta ad inghiottire qualsiasi cosa. Era la dimensione preistorica del pianeta che andava spegnendosi. Quando tutti i vulcani al mondo saranno spenti si spegnerà anche la terra e non ci sarà più vita. Finalmente.

Quel grande pentolone però era ancora in grado di vomitare fuoco e di uccidermi in tre secondi. Sicuramente non farò mai follie come un mutuo.  Si fanno mutui come se fossimo tutti quanti certi di restare vivi da qui a trent’anni.

“Si ma che cazzo ci vai a fare dentro quell’inferno?”

“L’inferno è sotto, dove formicolano diversi tipi di bestie che producono merda, spazzatura, cemento armato, schiamazzi”. Le spiagge mi fanno schifo e odio il mare perché sono stato abituato sin dalla nascita a nascondermi tra le montagne. I miei pensieri sono contorti come le stradine per salire fin qui sopra. La cosa più frustrante è dover dare un filo logico a ciò che si scrive. Come se ce ne fosse uno nella vita.

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