Tra la casa e la chiesa

Nel villaggio sono morti tutti di una cattiva morte. Permangono con pallide sembianze di vita solamente freddi involucri di carne congelati. Ma anche quella è un’illusione. Eppure altrove qualcuno vive, qualcuno riesce a passare dalla fase della depressione a quella della ribellione: in Spagna c’è Podemos, in Grecia c’è Syriza, in Irpinia c’è la Snai, si scommette sul Napoli Calcio. Nella Terra dei Fuochi Fatui non abbiamo bisogno di scuole di alta politica, abbiamo bisogno di scuole, punto. A partire dalle scuole elementari. Sto aspettando che arrivi il circo in paese per coronare questa tristezza incolmabile di febbraio. Le foglie secche sono lo specchio degli infarti che portano la gente al camposanto silenziosamente. Pacatamente. In cattolico decoro. Tra la casa e la chiesa. Mi dimetto da me stesso. La vera rivoluzione è volere la pensione. Pretendere di arrivarci vivi. Butto giù la maschera a carnevale, ho il cesso intasato di coriandoli. Ho fatto la spesa di cibo all’Ikea. Con questo tempo di merda con questa gente di merda con questo paese di stronzi alla fine mi si è intasato il cesso. Andrò a cacare fuori in un bar, in un altro. E sento ancora la stessa canzone, in forma diversa. Il bar in cui sentii la sentii per la prima volta è fallito. Di fronte c’era una palma orribile, anche quella non c’è più, divorato dai punteruoli rossi.

Si è sentito un tuono. Qualcuno ha urlato “è una bomba!”. Davvero. Poi si sono guardati con quell’espressione inconfondibile che denota il pensiero del terremoto. Infine si sono presi un’altra birra. Tra di loro c’era una donna dallo sguardo torbido.

La pazza si era sposata solo per convenzione, ancora non aveva smesso di sperare e me lo disse con tale convinzione e con così tanta angoscia che alterò il mio stato d’animo in maniera perenne. Camminava mano nella mano con un gorilla rasato che indossava un bomber grigio. Mentre l’uomo-gorilla è spinto da un desiderio feticistico verso una sola parte del corpo femminile (quasi sempre il culo), la donna si innamora delle parole, fa propria la magia delle parole e le utilizza in maniera saggia per ghermire. Mentre l’uomo-gorilla si masturba su un culo la donna-strega trama un piano. L’uomo-gorilla intanto continua a vederla come l’angelo del focolare, come una figura petrarchesca; la donna si lascia anche picchiare dal gorilla in nome dell’Amore. In nome della prole infelice che hanno messo al mondo. Nel parto c’è qualcosa di osceno che ci rifiutiamo di indagare. E’ la storia di sempre e di tutti i popoli. Bisogna aver seriamente paura di chi è stato umiliato e sbeffeggiato dal vincitore prepotente perché è un potenziale Hitler; e non ho dubbi che se Hitler fosse stato donna sarebbe stato un essere ancora più crudele. In nome del mito di Cristo la gente si sposava, andava a morire, partiva per le crociate, diventava stronza e fascista. Nessun valore è universale e la convinzione di inseguire certamente il Bene non pone limiti al Male che si può fare. Troppi miti a partire da Horus sono nati da una Vergine e sono morti a trentatré anni su una croce. Troppe guerre sante in loro nome hanno interrotto le nostre fragili vite insignificanti come mosche. Le tradizioni pagane permangono sotto l’aurea cupa del clero istituzionale.

È stata una follia aprire le università a chiunque. Ci siamo trovati così intere generazioni senza speranza che aspirano a posizioni impossibili mentre hanno dilapidato tutti i soldi dei loro vecchi. La matta era appunto una studentessa universitaria. Per sbaglio la vidi camminare lungo il corridoio del Dipartimento, mi passò davanti come uno spettro ed entrò in un’aula. Il distributore automatico di caffè davanti a me era appena stato messo a punto dal manutentore, inserii cinquanta centesimi mentre scorrevo la lista dei tipi di caffè che potevo prelevare: caffè corto, caffè lungo, caffè macchiato, cappuccino, mocaccino, latte macchiato, caffè decaffeinato, decaffeinato macchiato, cappuccino decaffeinato, caffè al ginseng, “caffè d’orzo”, caffè senza caffè, cioccolata calda, tè al limone, tè alla pesca…[…] esplose l’aula mandando in frantumi la porta e la parete, spargendo cocci per tutto il corridoio, per tutta la libreria, avvolgendo tutto lo spazio circostante.

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