Ulisse sadomaso

Nel giorno di chiusura dei bar i paesani restano tutti chiusi nelle loro scatolette in segno di lutto. Qua non c’è gente interessante con cui parlare, il vero disastro è questo.Non è un caso che la semiotica della parola “irpinia” si confonda con le parole “ironia” e “eroina”.

Quando i bar sono aperti invece già so chi trovo e a che ora e finanche la posa, e in quale posto si mette, e cosa dice, e cosa beve e quanto spende alle slot machine e a che ora se ne va, e le parole che mi dirà per sfottere.

Una notte mi sognai sognai di entrare in un pub a Dublino ed in un angoltino, seduto al bancone trovarci Tom Waits. Iniziammo a bere birre, whisky e a fumare sigarette come i turchi, mi raccontava delle favolette strane.

E in effetti stavo a Dublino, ero in vacanza quindi mi vestii, uscii, (erano già le 6, quindi buio) e andai verso quel pub che avevo sognato.

Ordinai da bere e intanto scrivevo dei pensieri sporchi su un taccuino, d’un tratto mi si avvicinò un tizio sui cinquant’ anni. Mentre parlavamo in inglese mi diceva di essere di Londra e iniziò a parlarmi di musica e di letteratura; poi mi propose di partecipare a un’orgia BDSM e io per timidezza declinai l’invito pensando che infondo il sadomaso mi era sempre piaciuto soprattutto nei panni del masochista che ero. Pagò una bottiglia di champagne, poi un’altra. Bevvi tutto e me ne andai ringraziando e salutando delle ragazze bionde australiane che erano accanto a me al bancone.  Me le immaginavo già tutte quante a frustarmi e a fare le dominatrici in quella mega ammucchiata, invece me ne andai, la stanza del mio hotel era proprio a dieci metri.

Sentirmi ubriaco era come entrare in un inferno a guisa di giostra. Lì iniziai a sentirmi contemporaneo, passando davanti alla statua Di Joyce gli dissi “Ehi, che te ne pare di questo Ulisse?”.

Riflessione.

La modernità ha ridotto tutto ad una scatola: quella abitativa, quella scolastica, quella religiosa, quella farmaceutica in capsule o in pillole.

L’inscatolamento è la fase contemporanea. La libertà è divenuta neoliberismo e ci ha lasciati a vagare per il mondo tra aerei low cost e stanze in affitto come raminghi,

Siamo liberi e prevale ovunque la geometria lineare quadrata, l’asetticità, l’oppressione, la mancanza di comunicazione. La dimensione giusta dove vivere l’oggi è una stanza d’albergo nell’hinterland, sopra a un distributore di benzina con bar e tabacchi notturno, facendosi accompagnare nella notte di tanto in tanto da qualche puttana o un trans, magari ballando un tango.

Tutto presto deve passare e passa e viene buttato in discarica, noi compresi. Ci restano soltanto le nuvole, da contemplare e da osservare, la spaventosa e immensa bellezza del creato.

È meglio non venirle a sapere alcune cose di se stessi, potrebbe essere come scoperchiare il vaso di Pandora e il tombino dell’inferno, e non saremmo in grado di reggere.

Esiste infatti un limite a tutto tranne che alla perversione dell’essere umano.

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