In morte di me stesso (testamento)

Scrivere serve per bestemmiare in silenzio e per andare a cagare da soli, è un po’ come stare sul cesso: ci si concentra soltanto sui propri stronzi.

È una via di fuga come tante, ma non è detto che funzioni. Alla fine ti vengono a prendere, soprattutto se ti nascondi.

Per la maggior parte della gente ogni giorno è una sfiga pazzesca vale anche per me. E cercano di adattarsi alle cose che gli capitano come un pesce che cerca di adattarsi all’ambiente terrestre.

Mai nessuno ha cinque minuti di tempo, a volte basterebbero tre minuti, anche un solo minuto per dare a qualcuno una risposta preziosa e risolutiva, invece niente.

Ognuno continua soltanto parlare di sé (anche parlando apparentemente di altro) e chi ci guadagna una fortuna sono gli psicologi e le case farmaceutiche. Perciò non ho più niente da dire a nessuno.

Ho soltanto l’impressione che il mio boia mi stia addosso con il suo impegno irrevocabile. Sento che mi sta addosso, sento sempre qualcuno che mi sta addosso. Credo che un giorno arriverà e dovremo fare i conti.

Non sono mai stato pronto per morire, sono semplicemente già morto. L’ho saputo un pomeriggio di ottobre mentre ero seduto sul cesso e suonavo la chitarra. Lì è stato tutto chiaro. Arrivò prima la paura e il dolore mista ad una soffocante ansia, poi la rassegnazione: la guerra era finita. Avevano vinto loro, e andava bene lo stesso. Vivere era stato un lungo periodo di convalescenza, una lunghissima malattia ma adesso era finita.

Non voglio il funerale perché i funerali li ho sempre odiati vita natural durante,  non voglio nemmeno una tomba, ovvero nessuna trappola. Voglio che nessuno riesca a contenere il mio cadavere così come in vita nessuno è mai riuscito a contenere me.

Tra le cose che possiedo alcune devono essere bruciate, altre possono prendersele i parenti più stretti, è a loro scelta. Non voglio assolutamente però che qualcuno guadagni anche solo un centesimo grazie al mio decesso, né complimenti post mortem da stronzi, in vita non me ne avete mai fatti in modo sincero.

Ricordatevi che siete dei pezzi di merda e che siete stati contenti della notizia della mia dipartita.

Posso essere bruciato, bollito o scremato ma preferirei che lasciaste in pace almeno il mio cadavere.

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