Meteo

L’aria negativa la senti nelle braccia tremanti della ragazza che ti e’ seduta di fronte. Arriva cosi’ come un’ombra. Con un temporale. Si sfiora la rissa, arriva la volante. Crollano illusioni. Vengono a galla verita’ gia’ conosciute, ora ammesse. Ci si barrica in un angolino, si spendono soldi in alcool, si occupa un proprio spazio e ci si sente invasi nel proprio spazio. Non c’è linea, i telefoni sono ko. I computer spenti. I televisori assenti. La luce e’ poca, si fulminano i lampioni.
Sono finiti i soldi a chiunque. Scricchiola anche l’ultima certezza. E’ come se stesse per venire un terremoto. Arriva la paura del vuoto.
Era meglio starsene a casa, per tutti.

Conati di vomito, cielo plumbeo, canzoni per evadere. La citta’ è un inferno, il paese è una prigione. Da nessuna parte puoi trovare ristoro.
Mi cedono le ginocchia, si sfaldano le cartilagini, mi fanno male i denti.
La mia barba incolta e i miei panni sporchi. Il posacenere pieno. Fare i conti con lo specchio, essere costretti a guardarsi.
Urla di uomini che inseguono donne, urla di donne che odiano uomini. Problemi a socializzare.
Le lenzuola sporche. Il buio in casa, le lampadine al neon. La puzza di hashish.
Le scarpe rotte.

Capone

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