Cose di sinistra (cio’ che ne è rimasto)

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Con i funerali di Berlinguer morì anche la sinistra italiana e si trasformò gradualmente in quello che è oggi. Esemplare la parabola di Benigni dalla critica ai “dieci comandamenti” degli anni ’80 all’esaltazione della Chiesa Cattolica nel 2015.

Si dice ancora di essere di sinistra spesso nelle conversazioni dotte, nei salotti e nei bar, ma veramente non si capisce perché. O nei centri sociali, nei concerti, su facebook. E allora per esserlo veramente si compra il “pacchetto di sinistra”, si assumono tutte le pose e le mode più comuni per essere immediatamente riconoscibili a vista. E allora, ho stilato questa lista: cose di sinistra. La Kefiah, la musica reggae ska, la musica balcanica, cazzate etniche, tamburi africani, bandiere di stati dell’America centromeridionale, scarpe hip hop, il cane senza guinzaglio che caca per tutta la città, il veganesimo, la bandiera del chapas, rispettare i dittatori sudamericani, dire ogni tre parole “fra’ legalizzala”, andare a cortei inutili con i soldi del partito, passarsi una canna per attuare la rivoluzione, fare finta di essere sporchi, non lavarsi davvero, “bobbe malley”, ascoltare cantanti africani che nessuno conosce, fare il tifo per i carcerati e per le puttane, avere di continuo manie creative e associative, chiedere sempre che lo Stato ti dia i soldi per farti organizzare concerti di musica ska, promuovere l’ambiente col volantinaggio e non saper fare la raccolta differenziata, fare finta di essere un po’ ricchioni, pensare che legalizzare i matrimoni gay sia la soluzione del mondo, essere convinti di avere sempre ragione e di essere comunque superiori culturalmente e storicamente a tutti gli altri. Altre cose di sinistra: i Dread, la Bandabardò, amare i rom, amare il rum, attaccare figurine della Jamaica sui lampioni, paragonare il Salento alla Jamaica e Napoli ad Amsterdam, fare i poeti nei salotti, fare finta di amare i poveri, fare il discorso delle multinazionali, trovare sempre un nuovo complotto mondiale contro la sinistra, ostinarsi a dire che la Russia in fondo è bella, dare importanza al Papa e a Berlusconi, avere il complesso del Primo Maggio, pensare che arrostendo salsicce alla feste de L’Unità possa cambiare qualcosa, snobbare lo sport, credere che le primarie siano vere, sentirsi artisti, fondare un’associazione per valorizzare il territorio, mangiare solo cibi costosi e “slow food”, partecipare a un rave in un centro sociale, amare Guccini, fondare un comitato contro qualcosa che finisce con la V solo per ispirarsi ai NO TAV, parlare di Woodstock come di un congresso dei Soviet, fare finta di amare il cinema muto con i sottotitoli in slovacco. Non chiedersi come mai i propri rappresentanti rubano, farsi le pippe con la mano sinistra…

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