“ED” di Francesco Prudente, uno spettacolo Trance Irpino

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ED è un progetto di ricerca teatrale dell’Associazione culturale  AlbAliteAtri basato su un processo creativo dal carattere interdisciplinare (teatro, musica e arti visive) che verrà presentato al Teatro di Tor Bella Monaca  (Via Bruno Cirino – angolo di viale Duilio Cambellotti con via di Tor Bella Monaca, Roma) il 26, 27, 28 (h. 21:00) e il 29 (h. 18:00) settembre 2013.

Partendo dal “Re Lear” di Shakespeare vengono sviluppate le figure dei figli del Conte di Gloucester, Edgar e Edmund, la cui vicenda è soltanto un pretesto per studiare in termini collettivi e attuali, attraverso un linguaggio contemporaneo, il tema del fratricidio e dell’illegittimità dell’essere. Il punto di forza della scelta drammaturgica risiede nella possibilità che viene data al singolo spettatore di universalizzare lo status di illegittimità, inteso come  esperienza comune dell’essere umano.

La scelta del titolo Ed deriva dal diminutivo dei protagonisti, Edmund ed Edgar: i due fratelli a parte la comune radice del nome non hanno nulla a che vedere l’uno con l’altro. Anzi sono praticamente l’opposto in tutto. Nella versione di AlibaliTeatri ci si discosta dall’intento shakespeariano di analisi dell’avidità dei figli e del disconoscimento dei padri: il dramma qui si svolge e indaga la paradossalità dei rapporti, oltre la convenzione dei ruoli. L’universo morale come l’impronta etica di cui ci facciamo promotori rappresentano ad oggi qualcosa di più complicato e intimamente contraddittorio di quanto la nostra vita quotidiana possa indurci a credere.

Tutto ha inizio con Edmund che si aggira tra il pubblico con un registratore in mano. Registra e riascolta quello che ormai sa da anni. Quello che sa di sé è quello che, da anni, ascolta dagli altri: egli è un  figlio illegittimo, un bastardo! A sussurrarglielo senza sosta, Edgar. L’illegittimità di Edmund è il fulcro della vicenda, che dallo scontato parricidio mitologico punta i riflettori sul fratricidio sociale. L’illegittimità dell’essere si riflette, ad oggi, in molti ambiti del vissuto comune: nel lavoro, nello sport, nella società come nella famiglia. L’incomunicabilità insita nei personaggi, figli e padre-spettatore, si sviluppa  nei ritmi ossessivi di testo, nei movimenti ripetitivi accomunati al lavoro privo di realizzazione personale: immagini forti e incisive parole mettono a nudo i personaggi, la loro sfera privata così distante dagli occhi e dai pre-giudizi dell’altro. Edmund potrà mai salvarsi da un ovvio destino, ignorando il doloroso intreccio della promessa iniziale del Fato?

Rossella Della Vecchia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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